Il piccolo Ulisse Macauley stava un giorno tutto intento ad osservare il nuovo buco di talpa, che c’era nel giardinetto dietro casa, a Santa Clara Avenue, in Itaca, cittadina della California. La talpa di questo nuovo buco buttava fuori gran quantità di terriccio fresco e spiava il ragazzino, che era certamente un estraneo, ma non forse proprio un nemico. Prima che Ulisse avesse finito di godersi questo miracolo, uno dei tanti uccelli di Itaca volò dietro il fogliame del vecchio noce, e, preso posto su un ramo, dette la stura alla sua gioia, richiamando così l’attenzione del ragazzo dalla terra all’albero. Un treno merci rombava e sbuffava da lontano. Il ragazzino stette a sentire: la corsa del treno gli faceva tremare la terra sotto ai piedi. E allora scappò di gran corsa, e gli parve di andar più svelto di tutte le cose del mondo.
William Saroyan, La commedia umana, traduzione di Marcello Morpurgo, Edizioni Scolastiche Mondadori, agosto 1970
(The Human Comedy, 1943)
Letto nel 1970
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