Ellery credeva ormai di averla finita con Wrightsville. Gliene era anzi venuta una specie di nostalgia, come quella che si ha per la casa della propria infanzia, vista attraverso la lente deformante del ricordo. Amava dire che, sebbene lui fosse nato nel centro di New York, Wrightsville era la sua patria spirituale – una città di placidi olmi, di ciottoli, di viuzze tortuose, annidata nel grembo di una vallata agricola e posta a ridosso di una delle più matriarcali catene di montagne del New England. Qui il verde perenne delle foreste cedeva solo al candore delle nevi; l’aria era profumata; la geometria dei campi si disegnava tra ridenti colline. La regione risplendeva nella memoria di Ellery come un diamante, o come uno smeraldo. Non come un rubino, perché il colore del sangue troppo si addiceva a quel ricordo
Ellery Queen, Il rovescio della medaglia, traduzione di Enrico Hirschhorn, Il Giallo Mondadori n. 1416, Mondadori, gennaio 2019
(Double, Double, 1950)
Letto nel gennaio 2019
Copertina di Carlo Jacono