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24 giugno 2023

La pelle

Erano i giorni della «peste» di Napoli. Ogni pomeriggio alle cinque, dopo mezz'ora di punching-ball e una doccia calda nella palestra della P.B.S., Peninsular Base Section, il Colonnello Jack Hamilton ed io scendevamo a piedi verso San Ferdinando, aprendoci il varco a gomitate nella folla che, dall'alba all'ora del coprifuoco, si accalcava tumultuando in via Toledo.

Curzio Malaparte, La pelle, Oscar Mondadori n. 911, Mondadori, 1981
(La pelle, 1949)
Letto il 13 gennaio 1982



Copertina di Ferruccio Bocca

1 maggio 2023

L'Agnese va a morire

Una sera di settembre l’Agnese tornando a casa dal lavatoio col mucchio di panni bagnati sulla carriola, incontrò un soldato nella cavedagna. Era un soldato giovane, piccolo e stracciato. Aveva le scarpe rotte, e si vedevano le dita dei piedi, sporche, colar di fango. Guardandolo, l’Agnese si senti stanca. Si fermò, abbassò le stanghe. La carriola era pesante.

Renata Viganò, L'Agnese va a morire, Nuovi Coralli n. 23, Einaudi, 1982
(L'Agnese va a morire, 1949)
Letto nel 1982


17 aprile 2023

La bella estate

A quei tempi era sempre festa. Bastava uscire di casa e attraversare la strada, per diventare come matte, e tutto era cosí bello, specialmente di notte, che tornando stanche morte speravamo ancora che qualcosa succedesse, che scoppiasse un incendio, che in casa nascesse un bambino, o magari venisse giorno all’improvviso e tutta la gente uscisse in strada e si potesse continuare a camminare fino ai prati e fin dietro le colline.  « Siete sane, siete giovani » dicevano « siete ragazze, non avete pensieri, si capisce. » Eppure una di loro, quella Tina che era uscita zoppa dall'ospedale e in casa non aveva da mangiare, anche lei rideva per niente, e una sera, trottando dietro gli altri, si era fermata e si era messa a piangere perché dormire era una stupidaggine e rubava tempo all'allegria.

Cesare Pavese, La bella estate, Oscar n. 28, Mondadori, marzo 1983
(La bella estate, 1949)
Letto nel 1983



Copertina di Ferenc Pinter