7 luglio 2023

Pan

Ultimamente ho continuato a ripensare al giorno perenne dell'estate nel Nordland. Me ne sto qui seduto e ci penso, e penso a una capanna in cui abitavo, e al bosco dietro alla capanna, e mi metto a scrivere qualcosa per ingannare il tempo e per mio diletto. Il tempo è così lento, non riesco a farlo scorrere in fretta come vorrei, anche se non c'è nulla che mi addolora e vivo la più allegra delle vite. Sono contento di tutto, e con i miei trent¹anni non sono certo vecchio. Qualche giorno fa ho ricevuto per posta due piume d'uccello da un luogo lontano, da una persona che non era tenuta a mandarmele, due verdi penne d'uccello in un foglio di carta da lettera ornato da una corona e sigillato con un'ostia. Anche la vista di due penne d'un verde così diabolico mi dà gioia. Del resto nulla mi tormenta se non di tanto in tanto un po' di reumatismi al piede sinistro, strascico di una vecchia ferita di arma da fuoco ormai rimarginata.

Knut Hamsum, Pan, traduzione di Fulvio Ferrari, Biblioteca Adelphi n. 417, Adelphi, marzo 2002
(Pan, 1894)
Letto nel 2002



Copertina di Vilhelm Hammershøi, Paesaggio, 1905

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