Giovanissima - avevo l'età in cui si passano ore e ore sui romanzi rosa - lessi Angelo senza testa di Wicki Baum. Quelle pagine risvegliarono in me il desiderio di conoscere più da vicino la storia del mio continente, al punto che cercai fra i miei amici qualcuno che potesse prestarmi dei libri sulla rivoluzione messicana. Potrà sembrare, questo, un ricordo senza importanza: ma ci sono momenti nella vita in cui la nostra giovinezza riaffiora, anche a non volere. Per certi versi la mia vita richiama da vicino quella dell'eroina del romanzo. È per questo che, se dovessi trovare una parola per riassumere lo stato d'animo con cui mi accingo a rivivere un periodo così particolare e intimo della mia esistenza, quella parola sarebbe “timore” o “terrore”, persino. Non mi sento una scrittrice: stimo troppo i professionisti della scrittura per poter pensare di competere con loro. Ciononostante, mi sono decisa a mettere ordine in quello che si potrebbe considerare un breve frammento di vita vissuta; magari un po' particolare perché, più di scrivere di fatti che riguardano me stessa, serve da pretesto per raccontare memorie: i ricordi di una vita a fianco del Che.
Aleida March, Evocación: La mia vita a fianco del Che, traduzione di Daniela Carpani, Bompiani, maggio 2007
(Evocacion: Mi vida al lado del Che, 2007)
Letto l'8 settembre 2007
Nessun commento:
Posta un commento