19 giugno 2023

L'idiota

Verso le nove del mattino d'una giornata di sgelo, sul finir di novembre, il treno della ferrovia Pietroburgo-Varsavia si avvicinava a tutto vapore a Pietroburgo. Il tempo era così umido e nebbioso, che a stento si era fatto giorno; difficile era distinguere qualche cosa dai finestrini della carrozza a dieci passi di distanza, a destra come a sinistra della linea. Dei viaggiatori, alcuni tornavan dall'estero; ma soprattutto erano affollati gli scompartimenti di terza classe, e tutti di gente minuta e d'affari che non veniva da molto lontano. Tutti, come succede, erano stanchi, infreddoliti, con gli occhi assonnati e il viso giallognolo, intonato al color della nebbia.

Fëdor Dostoevskij, L'idiota, traduzione di Alfredo Polledro, Einaudi Tascabili n. 191, Einaudi, febbraio 1994
(Idiót, 1869)



Copertina di Alexandre Yevgenievich Jacovleff, Manichino

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