Fu preceduto da un grande spiegamento di forze militari. Dapprima due soldati, biondissimi entrambi, l'uno dinoccolato e magro, l'altro tarchiato, con le mani d'un cavapietre. Guardarono la casa senza entrare. In seguito venne un sottufficiale. Il soldato dinoccolato lo accompagnava. Mi parlarono un linguaggio che supponevano fosse francese. Non capivo una parola. Tuttavia mostrai loro le stanze libere. Sembrarono contenti.
Jean Marcel Adolphe Bruller (come Vercors), Il silenzio del mare, traduzione di Natalia Ginzburg, Einaudi, 2015
(Le Silence de la mer, 1942)
Letto il 2 aprile 2020
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