19 maggio 2023

La magnifica illusione - Giorgio Gaber e gli anni '70

Vi sono circostanze, fatti ed episodi destinati a passare inosservati, e altri a cambiare per sempre il destino di migliaia, di milioni di persone. Questo vale per la storia con la “esse” maiuscola, ma vale anche per il mondo delle canzonette. Nella notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967 il cantautore Luigi Tenco, qualche ora dopo la sua eliminazione dal Festival di Sanremo, si uccide con un colpo di pistola. Nulla, per i colleghi, il pubblico, gli imprenditori e gli operatori dei settori discografico e musicale, sarà più come prima. Ancora oggi, a più di quarant’anni di distanza, circolano congetture e ipotesi alternative al suicidio, ma nessuno è mai riuscito a darvi concretezza. Gli infiniti sospetti sulla fine di Tenco dicono, a loro modo, di quanto quell’evento abbia toccato alcune corde sensibili e susciti domande e inquietudini ancora a tanto tempo di distanza; di quanto abbia segnato un punto di non ritorno. Uno dei principali esponenti della canzone impegnata partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo, ed esce stritolato da una competizione in cui, non a caso, vengono generalmente celebrati, riconosciuti e premiati i cantanti più commerciali, meglio se aiutati da qualche raccomandazione del potente di turno o della casa discografica di appartenenza. La fine di Tenco viene inevitabilmente letta, dal pubblico e anche dal mondo del disco, come conseguenza dello scontro frontale tra il Mercato e l’Impegno. Il suicidio del cantautore di origini piemontesi è così destinato a diventare una potente metafora, e al contempo un catalizzatore. Esso capta intuizioni, immagini e suggestioni che appartengono al passato, e ne sprigiona altre, destinate a loro volta a essere assorbite, riflesse e amplificate.

Nando Mainardi, La magnifica illusione - Giorgio Gaber e gli anni '70, Volo Libero Edizioni, 2016
(La magnifica illusione - Giorgio Gaber e gli anni '70, 2016)
Letto nel 2016


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