Chi cammina, danza o volteggia
su una corda a qualche metro da terra non è un funambolo.
Che il suo filo sia teso, lento, molleggiato
o completamente libero, che egli lavori con o senza bilanciere,
viene chiamato ballerino sulla corda. Chi impiega nello stesso modo
un filo sottile di ottone o d'acciaio
diventa filferrista. Resta chi fa uno spettacolo che è simile a un gioco d'azzardo.
Chi è fiero della propria paura.
Osa tendere cavi su precipizi,
si lancia all'assalto di campanili,
allontana e unisce le montagne. Il suo cavo d'acciaio, la sua corda, devono essere tesi all'estremo.
Egli si serve d'un bilanciere per le grandi traversate.
E’ il ladro del Medioevo,
l'Ascensionista del secolo di Blondin,
il Funambolo.
Philippe Petit, Trattato di funambolismo, traduzione di Danilo Bramati, Ponte alle Grazie, dicembre 2009
(Traité du funambulisme, 1985)
Letto l'11 gennaio 2010
Copertina di Andrea Balconi
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